Perché non il contrario?
Diatriba in corso in Olanda in merito al nome di Dio, dove un vescovo cattolico
ha proposto la sostituzione della parola «Dio» con «Allah».
Che cosa rivela questa nuova moda?
Abbiamo letto recentemente in un quotidiano locale: «Tiny Muskens, 71
anni, vescovo cattolico olandese, ha provocato scompiglio nella città
di Breda a causa di una sua proposta decisamente provocatoria: l’utilizzo
del nome «Allah» al posto di «Dio». Egli sostiene che
a Dio poco importa con quale nome lo chiamiamo; la parola «Allah»
significa «Dio», e in Indonesia ad esempio, nel momento in cui si
celebra l’Eucaristia si invoca Dio dicendo «Allah». Gerrit
de Fijter, presidente delle chiese protestanti in Olanda, non ha assolutamente
approvato la proposta e non ne comprende le argomentazioni; egli sottolinea
giustamente: qui non siamo in Indonesia!»1
Se per Dio è indifferente con quale nome lo si invochi, perché
allora non continuare ad utilizzare la parola Dio? Perché cambiarla,
visto che stiamo parlando di paesi dove la maggior parte delle persone sono
di fede cristiana? Allora allo stesso modo dovremmo proporre che in tutti i
paesi musulmani si adottasse la parola Dio abbandonando il termine Allah, per
essere giusti e coerenti, no? Facciamo una riflessione; in Spagna e in sud America
si prega «Dios»; in Italia preghiamo «Dio»; in Ungheria
«Isten» e in Francia «Dieu»; in latino onoravano Dio
con l’espressione «Solo Deo Gloria».
Cioè, ogni lingua ha la sua traduzione per indicare la stessa entità.
Perché allora quando parliamo del Dio dei musulmani la parola usata è
sempre e solo Hallah, in tutte le lingue? In qualsiasi paese, in qualsiasi lingua,
Dio e Allah sono due cose diverse! Sbagliano coloro che per ignoranza credono
che si tratti dello stesso Dio ma indicato con un nome diverso!
Il problema infatti non è linguistico, ma spirituale. Questa semplice
analisi ci dimostra che Allah non ha niente in comune con il Dio della Bibbia,
il Dio di Israele. Chi prega Allah non prega il Dio della Bibbia e viceversa!
Ma allora, per Dio è la stessa cosa essere chiamato in un modo o nell’altro?
Una cosa sappiamo in maniera inequivocabile: Dio è l’Eterno che
si è rivelato in Gesù Cristo e mediante Gesù Cristo Egli
è con noi (Matteo 1:21-23). Dio esaudisce coloro che gli rivolgono delle
preghiere nel nome di Gesù (Giovanni 14:13-14; 15:16; 16:23), e colui
che invoca il nome di Gesù sarà salvato (Romani 10:13). Fuori
da Gesù Cristo non c’è nessuno che possa aiutarci ad ottenere
la salvezza:
«In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto
il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale
noi dobbiamo essere salvati» (Atti 4:12).
Il nome di Gesù è al di sopra di ogni altro nome, in cielo e sulla
terra; non c’è nessuno e mai ci sarà qualcuno che possa
fare quello che Gesù ha fatto e fa ogni giorno nei cuori delle persone
che lo invocano; leggiamo in Efesini 1:21 a proposito del nome di Gesù:
«…al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria
e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello
futuro». La potenza della redenzione divina agisce nel nome e per il nome
di Cristo: «E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete
stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù
Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio » (1 Corinzi 6:11). Il comandamento
è di credere nel nome del suo figlio Gesù Cristo, poiché
è solo per mezzo di lui che noi possiamo avvicinarci al Padre:
«Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio
suo, Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri secondo il comandamento
che ci ha dato» (1 Giovanni 3:23). «Vi ho scritto queste cose affinché
sappiate che avete la vita eterna, voi che credete al nome del figlio di Dio»
(1 Giovanni 5:13). Non v’è niente di peggio che rinnegare il nome
di Gesù; ora, secondo le profezie, questo è proprio quello che
accadrà alla fine dei tempi. Pietro scrisse nella sua seconda epistola,
che ha una forte connotazione profetica:
«Però ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno
anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione,
e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno addosso una rovina
immediata» (2 Pietro 2:1).
Sin dai tempi dell’Antico Testamento ci sono stati dei falsi profeti,
e anche con l’espandersi del cristianesimo queste figure non sono mai
mancate. La Bibbia dice che questo fenomeno si acuirà negli ultimo tempi,
con l’apparizione dei «falsi dottori» (nel senso di insegnanti).
Anche nelle nazioni dove la religione predominante è il cristianesimo,
e in cui il Vangelo di Gesù Cristo è stato predicato per secoli,
ci troviamo di fronte a correnti di pensiero che rinnegano il nome di Gesù
come mai è stato fatto prima, nemmeno nei periodi più bui della
storia. Non è a caso che il Signore ha scritto nella lettera inviata
alla chiesa di Pergamo:
«Io so dove tu abiti, cioè là dov’è il trono
di Satana; tuttavia tu rimani fedele al mio nome e non hai rinnegato la fede
in me, neppure al tempo in cui Antipa, il mio fedele testimone, fu ucciso fra
voi, là dove Satana abita» (Apocalisse 2:13). Tutta la terra, i
suoi paesi e i loro governanti sono sotto la terribile influenza di Satana;
più il mondo combatte contro il cristianesimo, più si umanizza
la fede, e più Satana accresce la sua influenza nel cuore delle persone.
Conosciamo nella storia tanti esempi che testimoniano questo processo; lo scopo
principale di Satana è fare in modo che gli uomini, prima o poi, rinneghino
il nome di Gesù Cristo; egli fa di tutto per portare i governi contro
il cristianesimo affinché esso possa sembrare agli occhi della gente
sempre più ridicolo, ed le persone siano spinte a rinnegare la Parola
di Dio e il nome di Gesù. Ciò che egli desidera, invece, sono
i cristiani che hanno solo una facciata cristiana, oppure le chiese tiepide,
l’importante è che il nome di Cristo non occupi un posto centrale.
Il passo di Apocalisse 2:13 citato prima ci esorta a restare attaccati al nome
di Gesù e a non rinnegare la nostra fede in Lui per nessun motivo, qualunque
cosa ci accada. Il nemico cerca in ogni modo di sostituirsi a Gesù, perché
vuole essere adorato (vedi 2 Tessalonicesi 2:3-4). Chi confessa il nome di Gesù
davanti agli uomini porta a Dio un vero e proprio sacrificio di lode: «Per
mezzo di Gesù, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di
lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il suo nome» (Ebrei
13:15).
Questa riflessione teologica ci permette di comprendere meglio la gravità
di quanto accade a Breda. Dio ci dia saggezza!
NORBERT
LIETH