Trovata la tomba di Erode

«Il re Erode è morto esattamente 2 011 anni fa a Gerico. La sua salma è stata portata nell’Erodion in un magnifico corteo funebre», ha spiegato il prof. Netzer. La descrizione di tale corteo risale allo storico ebreo-romano Giuseppe Flavio. La posizione precisa del mausoleo fi no ad ora era sempre rimasta un mistero.
L’8 maggio 2007 l’archeologo ha potuto presentare un frammento finemente lavorato di un sarcofago in pietra rosata. Finora era stato ritrovato soltanto un altro sarcofago di questo tipo risalente al periodo erodiano e il luogo del ritrovamento era nella «Tomba dei re» a Gerusalemme. Il prof. Netzer è certo di essere giunto al termine della sua pluriennale ricerca: non ha dubbi che la tomba sull’Erodion (una fortezza fatta costruire da Erode il Grande dodici chilometri a sud di Gerusalemme) sia quella del famoso re Erode. Il re Erode è uno dei personaggi più famosi nella storia dell’umanità; egli viene definito nel Nuovo Testamento come il sovrano responsabile della strage degli
innocenti a Betlemme, perché era venuto a conoscenza della nascita di Gesù, il futuro «re dei Giudei», e aveva voluto eliminare immediatamente ogni «concorrenza ». Per gli Ebrei è il sovrano che fece ampliare il meraviglioso tempio a Gerusalemme e che fece costruire alcune delle più importanti e imponenti bellezze architettoniche visitabili nell’odierno Israele, fa cui il porto di Cesarea e la fortezza di Masada presso il Mar Morto. Netzer ha rifiutato le teorie di altri archeologi, secondo cui Erode era stato deposto nell’imponente torre circolare chiusa, alta sette piani, che si trova sulla collina. «Un ebreo non si lascia seppellire in un’abitazione», obiettava Netzer e ha continuato a cercare. Ad un’estremità di una rampa artificiale ha scoperto un edificio monumentale e, a quella opposta,
un’ampia scalinata che conduceva ai palazzi sulla collina. A metà strada, sul pendio, ha scoperto una cisterna bloccata da mura di sostegno e altri indizi archeologici. Quando il suo collega Roi Porat, poco tempo fa, lo ha allarmato telefonicamente, informandolo del ritrovamento di alcuni frammenti di un presunto sarcofago, Netzer ha pensato subito che l’opera della sua vita era giunta a compimento. «Sono certo che abbiamo trovato la tomba di
Erode.» Netzer è stato in grado di datare i reperti sulla base del ritrovamento di alcune monete, delle caratteristiche architettoniche e dei lavori di scalpellatura che corrispondono esattamente all’epoca del re biblico.
«L’odio dei rivoltosi ebrei contro il re Erode è percepibile ancora oggi», ha detto Porat, che per primo ha tenuto in mano i frammenti del sarcofago. «Vediamo le tracce dei colpi di martello con cui il sontuoso monumento funerario è stato intenzionalmente distrutto», ha raccontato lo scienziato sul pendio della collina fatta erigere artificialmente da Erode, dove un tempo si trovava la tomba in pietra. Già decenni fa gli scavi hanno riportato alla luce vari palazzi, giardini pensili, giochi d’acqua e colonnati: un complesso architettonico così ricco è privo di uguali nel
mondo romano alla svolta dei tempi. «Abbiamo trovato un numero di frammenti del sarcofago sufficiente per poterlo ricostruire», ha proseguito Porat. «Quando il dominio ebraico fi nì nel 70 d.C. per mano dei Romani, alcuni Ebrei
rivoltosi occuparono la fortezza, usarono le cisterne sotterranee come corridoi segreti
e sfogarono la propria ira sulla tomba di Erode che per loro era il simbolo della
classe dominante ebrea che odiavano», ha spiegato l’archeologo.
Commento: Come abbiamo già ripetuto altre volte, l’archeologia in Israele continua a portare alla luce prove della verità della Bibbia. Chi viaggia in Israele con mente aperta, è confrontato con la Bibbia in una misura tale, che già questo potrebbe bastare a convincerlo e a far sorgere in lui il desiderio di conoscere Gesù personalmente.
Per i credenti, tutte queste prove sono un sostegno per la loro fede e anche per questo un viaggio in Israele può essere
una grande benedizione.

CM